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Villa Adriana vista dall'alto in tutto il suo spendore
Video Di G.I.
Un tuffo del mondo di Adriano.
La Villa e i suoi segreti, le nuove aperture e i suoi segreti
Interpretato come richiamo alla celebre Stoà Poikile di Atene, il Pecile era un quadriportico, che delimitava un giardino con grande piscina centrale.
La parte settentrionale, di cui si conserva l’intero muro di spina, alto m.9, era costituita da un doppio portico, dove oggi in luogo delle colonne che sorreggevano il tetto, sono state collocate piante di alloro tagliate a cilindro. Questa parte del portico permetteva di passeggiare sia nella stagione invernale che estiva e, con un percorso completo intorno al muro di spina, si raggiungeva una distanza di 429 m.
Dal Pecile si poteva accedere, tramite scale, alla Sala dei Filosofi e al Teatro Marittimo da un lato, e all’Edificio con Tre Esedre, al Ninfeo- Stadio e all’Edificio con Peschiera dall’altro.
Diversamente dalla situazione odierna, in cui lo sguardo si perde sia verso l’interno della villa che oltre il perimetro del Pecile, il giardino era circondato da alti muri del portico colonnato, dotato di ampie finestre che consentivano l’affaccio sul panorama.
Si tratta di uno dei monumenti più noti e rappresentati di Villa Adriana ed è divenuto uno dei simboli dell’unicità e della concezione innovativa dell’impianto architettonico dell’intero complesso residenziale. L’isola era accessibile attraverso due strutture girevoli in legno e la sensazione, ancora oggi, è quella di trovarsi in un luogo nel quale potersi ritirare per svolgere in tranquillità le proprie attività. L’Edificio prende il nome da un raffinato fregio figurato in marmo con soggetto marino che ne decorava la trabeazione.
Costituito da un corpo circolare preceduto da un pronao che immette in un portico di forma circolare sorretto da colonne ioniche e coperto da volta a botte. Il colonnato si riflette sull’acqua di un ampio canale che delimita un’isola artificiale, sulla quale si imposta un edificio che può essere identificato come una vera e propria domus, una sorta di residenza minore all’interno della residenza imperiale.
Lo spazio interno, seppure ridotto e condizionato dalla pianta circolare, è stato sfruttato in maniera ottimale per realizzare tutti gli ambienti idonei alle esigenze dell’ imperatore: e, in effetti, la costruzione ripete nei suoi elementi costitutivi, lo schema tipico della domus, con atrio, cortile, portico per passeggiare, tablino, cubicula, impianto termale e, perfino, latrine, ubicate negli spazi di risulta. La caratteristica più attuale di questa villa in miniatura è forse proprio la finalità funzionale che sta alla base della progettazione, unita alla capacità di costringere e adattare lo spazio in senso estetico.
La mappa ricostruita della Villa di Adriano